Migranti: europei chiedono revoca accordo vergogna Ue/Turchia


Capita che i leader europei facciano, per paura o per opportunismo, degli errori politici e tradiscano i loro principi democratici e umanitari, di fronte a problemi difficili da capire e da gestire come il flusso senza posa di migranti e rifugiati. E capita che i cittadini europei chiedano loro di tornare sulle proprie decisioni e di cambiarle, perché, “senza una politica migratoria umana ed un’Europa federale, non c’è futuro”: né per i migranti, e neppure per gli europei.

E’ il titolo e il senso di un appello pubblicato ai primi di aprile aprile sul sito ‘Europa in movimento’ e rivolto alle Istituzioni e ai cittadini europei: http://europainmovimento.eu/mobilitazioni/appello-senza-una-politica-migratoria-umana-ed-un-europa-federale-non-c-e-futuro.html. Naturalmente, l’istanza non è condivisa da tutti i 350 milioni circa di cittadini europei. Ma è il segno di una vitalità etica e solidale dell’Ue.

L’obiettivo è che l’Unione europea sospenda l’accordo con la Turchia negoziato nel Vertice dei capi di Stato e di governo dei 28 del 17 e 18 marzo, insieme al premier turco Ahmet Davutoglu, entrato in vigore il 4 aprile dopo due settimane di preparativi ed esitazioni. L’Ue deve tenere conto dei dubbi sulla legalità dell’intesa espressi dall’Alto Commissariato dell’Onu per i rifugiati.

Sulla base dell’intesa, la Grecia può dichiarare “inammissibili” le richieste di protezione internazionale fatte da richiedenti asilo (siriani e non) provenienti dalla Turchia perché la Turchia è considerata “Paese terzo sicuro” e “Paese di primo asilo”, due qualifiche contestabili. Anche i fondamenti giuridici dell’accordo, oltre che quelli etici e politici, appaiono fragili e discutibili: Amnesty International e la stampa internazionali ne hanno denunciato le gravi lacune e le drammatiche conseguenze, senza contare i vantaggi finanziari ricavati da Ankara nella trattativa e l’accelerazione, almeno dichiarata, dei negoziati di adesione della Turchia all’Ue.

L’appello, inizialmente redatto dalla Gioventù federalista europea di Pescara, ha trovato un ampio e rapido consenso nel mondo dell’associazionismo e del federalismo europei e fra coloro che si battono ogni giorno per i diritti di migranti e rifugiati e per un’Europa federale, multietnica e solidale. Le voci di critica all’intesa sono numerose: la presidente della Camera Laura Boldrini, che ha esperienza di assistenza e accoglienza, la boccia perché  “é una soluzione che difficilmente funzionerà e ha già creato una macchia sulla reputazione dell’Ue come terra dei diritti umani. Mai e poi mai avrei pensato che si sarebbe arrivati a questo punto”.

Il documento rivolge una serie di richieste alle Istituzioni europee e agli Enti locali: dalla sospensione dell’attuazione dell’accordo al rafforzamento delle competenze dell’Unione per creare un vero e proprio sistema di accoglienza e di asilo comune, fino alla prospettiva di un’Europa solidale, multietnica, federal

Giampiero Gramaglia

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