Volti della Romagna. Storia, cultura e tradizioni racchiuse in una serie di ritratti del Novecento


Il volto quale emblema di personaggi che hanno contribuito con il proprio valore a scrivere la storia civile, letteraria e politica della Romagna, ma anche il volto quale ritratto artistico, scelto ad oggetto di una varietà di stili e tecniche da autori del Novecento.

Da Federico Fellini ad Adolfo Wildt, da Dario Fo a Bertozzi & Casoni, da Gabriele D’Annunzio ad Alberto Sughi: questi alcuni dei settanta volti, celebri e meno celebri, esposti all’interno della mostra VOLTI. Ritratti in Romagna dal primo Novecento ad oggi, visitabile dallo scorso 1° dicembre presso il Centro Polivalente Gianni Isola ad Imola. Promotori del progetto sono il DOC Centro di documentazione arti Moderne e Contemporanee in Romagna e la Fondazione Cassa di Risparmio di Imola.

A cura di Franco Bertoni, sotto la direzione di Andrea Emiliani, l’esposizione offre un duplice omaggio al patrimonio di arti figurative moderne e contemporanee fiorite nella regione, ed a personalità del panorama storico e socio-culturale del territorio di riferimento. La varietà di ritratti di artista e di ritratti di figure note è al centro di un itinerario lungo oltre un secolo, che presenta sperimentazioni dai molteplici linguaggi, con rappresentazioni tratte dai campi della pittura, della scultura, della fotografia, della caricatura e del digitale. I volti esibiti in mostra rivelano tracce di originalità diversa a seconda degli artisti, più o meno allineati alle tendenze della propria epoca. Il repertorio dei protagonisti presenti guida lo sguardo del visitatore a personalità legate alla Romagna, per radici o per vicende vissute ad essa riconducibili, nonché per i richiami effettuati a questa terra nell’ambito di opere personali. Chi per intenti celebrativi ed encomiastici, chi come simbolo di un periodo storico, o chi ancora quale immagine più attualizzata dietro l’influenza della comunicazione globale, i volti attestano l’evoluzione della concezione del ritratto nel corso del Ventesimo secolo.

Spazio, ad esempio, a sculture del volto di Dario Fo, eseguito dalla mano visionaria di Ilario Fioravanti, ed a quella in marmo di Fulcieri Paulucci De Calboli realizzata da Adolfo Windt. L’elenco di lavori prosegue con il disegno di “Il Pataca” e con il ritratto della madre ad opera di un ironico Federico Fellini. Compaiono poi lo Zeno in ceramica di Bertozzi & Casoni, e la caricatura di Gabriele D’Annunzio, militare a Faenza, ricondotta ad Achille Calzi.aa

La sezione di scatti risulta particolarmente ricca, ed annovera numerosi fotografi romagnoli oltre ad Alex Majoli, presidente della prestigiosa agenzia Magnum: Guido Guidi, Alessandra Dragoni, Ulisse Bezzi, Cesare Ballardini, Michele Buda, Daniele Casadio, Jonathan Frantini, Marcello Galvani, Luigi Tazzari, Ettore Malanca, Luca Nostri, Matteo Bosi, Sauro Errichiello.

Infine, si segnala il nucleo di sei lavori di Umberto Folli, che rievocano una Romagna mitica e letteraria, ma al tempo stesso concreta.

La mostra sarà visitabile fino al prossimo 5 febbraio 2017. Per tutte le informazioni sull’evento: http://www.mostrefondazioneimola.it.

Clara Agostini

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