FEDERICO RAMPINI, IL TRADIMENTO. LE MENZOGNE DELL’ÉLITE CHE HANNO GENERATO IL CAOS NEL NOSTRO MONDO


“Il mondo sembra impazzito. Stagnazione economica. Guerre civili e conflitti religiosi. Terrorismo. E, insieme, la spettacolare impotenza dell’Occidente a governare questi shock, o anche soltanto a proteggersi”.

Federico Rampini, giornalista e scrittore, traccia una lucida analisi sul caos che sta governando il mondo odierno, ne approfondisce le dinamiche, ne individua gli errori, i colpevoli, e tenta di impostare una strada di uscita, per il bene di tutti; e lo fa attraverso un interessante libro inchiesta, Il tradimento, edito da Mondadori.

Perché ciò che individua l’analisi di Rampini è un tradimento vero e proprio, quello dell’elite, sia essa politica, economica, culturale, che attraverso i loro inganni e le loro menzogne hanno trascinato la società verso questo caos.

E due sono i fenomeni che mette sotto la lente d’ingrandimento Federico Rampini: l’immigrazione e la globalizzazione, due fenomeni gestiti e governati male, che hanno generato la crisi dell’Occidente.

E la paura. Paura verso il diverso, verso ciò che si ritiene un nemico; e allora si tenta “la fuga indietro, verso il recupero di identità nazionali“, un ritorno al passato, perché “senza una guida, abbandonate dai loro leader sempre più insignificanti e irrilevanti, le opinioni pubbliche occidentali cercano rifugio in soluzioni estreme“.

Così si spiega, ad esempio, “la vittoria di Brexit nel referendum in Gran Bretagna che ha sancito l’uscita dall’Unione europea” o “i messaggi radicali di Donald Trump e Bernie Sanders nel corso della campagna elettorale americana del 2016“; la paura ti spinge a cercare un riparo, una protezione, e di paura questa élite ne ha creata tantissima, con una economia stagnante, che ha reso i figli più poveri e più disperati dei loro genitori, con una politica dell’immigrazione mal governata, con gli attacchi terroristici che hanno insanguinato l’America, l’Europa e tutta quella parte del mondo dove ci sono occidentali, un terrore che deve essere quietato, smascherando le bugie dell’élite, e cercando nuove soluzioni.

L’immigrazione, secondo l’analisi di Rampini, così come è stata gestita, è stato un loro grande inganno: l’accoglienza a braccia aperte, senza regole chiare, nitide, valide per tutti gli stati europei, ha prodotto il caos. Chi criticava tale sistema di accoglienza, chi poneva dubbi, veniva tacciato di razzismo. Ma questo sistema di accoglienza, in nome di una società multiculturale, ha prodotto il vuoto. Il multiculturalismo di per sé è una parola priva di significato, se non la riempiamo con le idee con cui costruire la nuova società, e non è un caso che gli attentati di Parigi e di Bruxelles, sono stati fatti da figli di seconde o terze generazioni, figli nati in occidente, ma mai sentitesi veramente integrati. E Rampini, che “in quella Bruxelles che oggi è un covo dei jihadisti d’Europa”, ci ha vissuto tutta l’infanzia e l’adolescenza, che ha familiari ed amici, sa disvelare l’inganno: “secondo questa versione di comodo la jihad penetra perché i giovani di origini arabe o nordafricane sarebbero prigionieri di ghetti, marginalizzati, intrappolati in condizioni economiche disagiate”, ma basterebbe paragonare i veri ghetti, quelli dove vissero gli italiani immigrati, ad esempio, negli anni ’50 e ’60, e questi di oggi per comprendere come è facile ingannare l’opinione pubblica. Secondo l’analisi di Rampini, gli immigrati di quegli anni, hanno vissuto il razzismo sulla propria pelle, ma hanno tentato in tutti i modi di integrarsi con il tessuto della società che li ospitava; i nuovi immigrati invece, ad un certo punto, “hanno cominciato a pensare che la loro è una civiltà superiore, che non hanno nulla da imparare, anzi, devono evitare ogni contaminazione con noi”. E su questo terreno fecondo, poi certi estremismi hanno vita facile ed attecchiscono.

Non capire ciò, e non porvi rimedio, è stato un grosso errore; come lo è quello di una Europa libera e senza frontiere, spiegandoci, fino allo sfinimento, tutti i benefici della globalizzazione, per poi vedere che questo libero mercato, questa libera circolazione, ha prodotto solo la crisi attuale, economica, finanziaria e culturale, che puzza di retorica vuota e di un politically correct stantio.

Secondo Federico Rampini, per uscire da questo caos, generato dalle menzogne dell’élite, dovremmo tracciare una nuova via che veda l’economia finalmente libera dai ricatti delle lobby e delle multinazionali, che veda una gestione dell’immigrazione attraverso i princípi della legalità e non inseguendo il buonismo, ed il ritorno dei cittadini alla vita democratica, senza derogare ad altri le proprie scelte e decisioni.

Un testo schietto e sincero, quello scritto da Rampini, preciso e puntuale nell’analisi, affinché ognuno di noi, finalmente, possa risvegliarsi da questo incubo in cui si vive, e cambiare lo stato delle cose.

Non hanno dimenticato nulla . E non hanno imparato nulla“, disse  Charles-Maurice de Talleyrand, celebre figura della Rivoluzione francese, “evitiamo che quella frase finisca per descrivere anche la nostra generazione, il nostro tempo“.

 

Raffaele Zoppo

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