ELEONORA GIORGI, RACCONTA SE STESSA “NEI PANNI DI UN’ALTRA”


Quando di notte guardo il cielo, nella sua continua mutevolezza, e lo leggo come fosse un libro ricevendone risposte e rassicurazioni antiche sul senso delle cose, sono felice, ed è la certezza del bene e dell’amore, è la meraviglia per lo splendore del creato, degli astri, dei paesaggi, degli animali e, talvolta, anche degli uomini, a rapirmi in un’estasi e a ricompensarmi dell’enorme fatica di vivere, e dell’umana piccolezza che ci accomuna tutti”.

Raccontare la propria vita, riviverla attraverso la memoria, è compiere un faticoso bilancio sul proprio vissuto, facendo emergere tutti quei momenti piacevoli ed anche quelli più dolorosi; è ripercorrere i passi nel nostro vissuto, inciampando nei ricordi; è rileggere i suoi passaggi più lievi e quelli più difficili, gli errori commessi, gli sbagli compiuti, l’ingenuità che ci ha guidato, l’inganno che la vita stessa ci ha concesso.

Eleonora Giorgi, attrice di grandi film cult ed icona di bellezza di una Italia straordinaria che oggi non c’è più, riscrive le pagine della sua vita con l’inchiostro dell’anima, senza filtri, senza inganni, senza edulcorare, né alleggerire i passi più duri, mettendosi a nudo, in modo spontaneo, e per questo anche il più veritiero possibile.

Nei panni di un’altra, edito da Mondadori, è la sua fatica letteraria, e già nel titolo c’è una profonda verità. Quella vissuta dalla Giorgi è stata una vita meravigliosa, una vita vissuta sulla cresta dell’onda, spinta dal successo professionale e da quell’innato fascino ingenuo, che da sempre l’ha contraddistinta. Ma quella vita vissuta sui rotocalchi, sotto i riflettori, è stata sicuramente quella più lontana dal suo essere profondo, è la vita vissuta da un’altra persona, ma oggi, Eleonora Giorgi, rileggendola, forse ne vede riflessa la propria immagine, e fa pace con se stessa.

È un racconto che inizia con uno degli eventi più traumatici della sua vita, l’arresto di suo marito, l’imprenditore Angelo Rizzoli, che le ha completamente sconvolto la sua vita, e mutato definitivamente quei delicati equilibri che con fatica aveva ricercato.

Un uragano, questo, che le ha travolto la vita, ed il ricordo scivola via lieve alla sua giovinezza, vissuta in modo sereno, finché un altro episodio traumatico, mutò la sua vita: la separazione dei suoi genitori.

Avevo sedici anni e piangevo così, senza speranza, perché, oltre all’immenso dolore, alla gelosia, alla paura di aver perso mio padre per sempre, sentivo che in qualche modo andavano in pezzi anche quelle poche certezze che fin lì mi avevano rassicurata”.

Da quel momento, sono gli eventi a condurre l’ingenua e sognatrice Eleonora Giorgi verso chine impreviste; andò a vivere da sola, ad emanciparsi, e quasi per caso a diciannove anni si ritrovò sul set del film che la lanciò nell’olimpo del cinema: Storia di una monaca di clausura.

Il film le diede fama, successo, ma anche “quell’infelice disagio“, nel ritrovarsi “attrice, pubblica e con quell’immagine sexy” così diversa da se stessa.

Cinema, feste, set, successi e bella vita, ma anche i tanti dubbi, le incertezze, gli errori, gli sbagli, le fragilità di una donna che ha vissuto una vita ben oltre i propri limiti.

Perché “per ogni cosa bella che ricevi nella vita te ne arriva poi sempre una brutta, quasi che il destino, geloso della nostra umana gioia, volesse vendicarsi”.

E così, in modo schietto e sincero, Eleonora Giorgi racconta i rapporti difficili con sua madre e con suo padre, e la tragedia che ha coinvolto Alessandro Momo, con il quale sembrava aver trovato un’oasi di serenità, ma anche il baratro della droga, che l’ha travolta, spinta in basso, ma dal quale ne è uscita più forte.

E poi, “però, ricordi le vette d’amore condivise con gli uomini che hai amato e il loro splendore, e, uguale a te stessa come se il tempo non fosse passato, ti scopri pronta ad aprirti di nuovo a quei momenti sublimi – trasportata fuori dalla realtà e nell’assoluto – che solo la felicità profondamente condivisa con un uomo amato sanno regalarti: è quella la tua vera ragione di tutto ed è quello il più durevole dei raccolti“.

L’amore per Angelo Rizzoli, il suo primo marito, che la salvò dal tunnel dell’eroina; lui così diverso da lei, ma con tanti, troppi elementi comuni. Di lui la Giorgi fu colpita dall’anima “melanconica e buona, capace di provare pietà” e “dall’amore che esprimeva per i bambini e per gli animali, la sua passione per il romanticismo, per le poesie e i romanzi intensi e decadenti, e la storia della sua malattia a diciott’anni”; ma anche “la sofferenza e il disagio che esprimeva per il suo ruolo, cui, a suo dire, era stato preparato in famiglia da anni, nonostante il suo desiderio di dedicarsi alla storia, magari all’insegnamento“; un disagio simile a quello che viveva lei, il trovarsi nel vestito sbagliato, nel luogo sbagliato, avere solo voglia di costruirsi “insieme una vita alternativa, lontana dai nostri ruoli, magari lontani dal nostro stesso Paese”.

Ma lo scandalo che coinvolse Rizzoli spazzò via tutto, sogni, progetti, desideri, e lasciò solo gli strascichi di un divorzio. Fu un altro momento difficile da affrontare per Eleonora Giorgi, che trovò un po’ di serenità nel suo secondo matrimonio, quello con l’attore Massimo Ciavarro, naufragato anche questo, ma senza tutti gli strascichi del primo.

E poi, i suoi tanti dubbi, le tante scelte prese o non prese, e le domande che nella sua vita, sono rimaste sospese, perché “esistono per tutti domande che nella vita non avranno risposta“.

Un romanzo, questo, che si legge tutto d’un fiato, con uno stile fresco e sincero; un libro scritto a cuore aperto da una tra le stars più famose del nostro jet set, un dono per i suoi tanti fan, per conoscerla meglio, ed un affresco vero della vita di una donna, con tutte le sue fragilità, così ingenua e romantica, ma anche così determinata nel superare gli ostacoli della vita, perché il solo successo e la fama non contribuiscono poi, alla serenità del proprio animo.

In fondo “la vita è ricominciare, fino alla fine, e il futuro è sempre lì davanti“.

 

 

 

Raffaele Zoppo

 

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