AD ANAGNI, TUTTA LA PASSIONE E L’AMORE PER LA CUCINA CIOCIARA DELLO CHEF TAGLIABOSCHI, RACCHIUSA IN UNO SCHIAFFO


sePerché men paia il mal futuro e ‘l fatto, veggio in Alagna intrar lo fiordaliso, e nel vicario suo Cristo esser catto. Veggiolo un’altra volta esser deriso; veggio rinovellar l’aceto e ‘l fiele, e tra vivi ladroni esser anciso”.

Persino Dante citò, nella sua Divina Commedia, il celebre oltraggioso episodio che coinvolse Papa Bonifacio VIII, nella sua Alagna, la superba cittadina medievale di Anagni, quando fu schiaffeggiato da Sciarra Colonna, nel settembre del 1303. Eravamo in un periodo di forti contrasti politici, soprattutto sulla supremazia tra potere temporale e quello spirituale, ed in questa lotta gli attori principali furono proprio Papa Bonifacio VIII e Filippo IV, “il Bello”, Re di Francia, ed Anagni, città natale del Pontefice del primo Giubileo, fu il palcoscenico naturale ove avvennero i principali fatti storici narrati: l’affronto all’autorità papale, la prigionia del Pontefice, la sua liberazione, da parte degli anagnini, ed il suo rientro a Roma, ove da lì a breve morì senza aver risolto, comunque, la disputa con la Francia, che si risolse, poi con l’inevitabile trasferimento della sede pontificia da Roma ad Avignone.

In una città, come quella di Anagni, dove si respira tutta la sua storia medievale, dove si rivive, in ogni suo angolo o scorcio, tutto il suo glorioso passato, a celebrare il famoso episodio oltraggioso c’è uno storico ristorante: Lo Schiaffo, sito a pochi passi dalla meravigliosa cattedrale romanica.

Questo luogo, 50 posti, arredato con gusto moderno, ma con semplicità ed attenzione ai particolari, è l’antro dove lo Chef Guido Tagliaboschi, anagnino doc, compie la sua superba magia culinaria.

Dopo una significativa esperienza professionale a stretto contatto con grandi Chef ed in realtà importanti, sia italiane che francesi, Tagliaboschi è ritornato nella sua città natia, con un bagaglio ricco di esperienze e con tanta voglia di regalare ad Anagni, e non solo, tutta la sua creazione culinaria.

Lo Schiaffo è divenuto nel tempo, un punto importante nel panorama della ristorazione ciociara, ove la tradizione scopre la sua naturale evoluzione, dove l’antico si fonde con il moderno, in modo sublime, senza cancellare la storia di ricette sedimentate nella memoria, ma donandogli quel tocco di creatività, tutta dello Chef, per renderle ancora attuali al nostro gusto.

Il Ristorante Lo Schiaffo è la sintesi meravigliosa di questo processo: un luogo elegante ma familiare, piatti curati ma semplici, prodotti di qualità privilegiando comunque le aziende del territorio.

Ed un menu che segue la stagionalità dei prodotti, privilegiando la terra, senza disdegnare il mare, con una cucina espressa, che la mano creativa dello Chef Tagliaboschi riesce ad esaltare senza mai smarrire la memoria del passato.

Piatti semplici, di una cucina povera, com’è quella della Ciociaria, piatti che, però, diventano unici negli arditi accostamenti, a cui lo Chef riesce a dare equilibrio e sostanza.

Dall’entrée al dessert, passando dai primi ai secondi, tutto racconta della straordinaria arte culinaria delloChef Tagliaboschi e della sua grande passione per la cucina; basterà assaggiare uno sformatino di carciofi e funghi porcini con prosciutto di Guarcino o dei gamberoni in pancetta con insalata di pere alla grappa e pepe nero, ad esempio, o assaporare i tradizionali fini-fini, accompagnati con ragù di agnello e cicorietta piccante mantecati al pecorino o gli gnocchi di patata con vongole, pesto e podorini gratinati, per comprendere tutta la straordinaria maestria dello Chef Tagliaboschi, nel mescolare sapientemente i prodotti del territorio, accostandoli ad altri non propriamente tipici della terra ciociara, in modo sublime, osando senza mai esagerare, per non alterarne gli equilibri, stupendo comunque i propri ospiti.

E, tra i secondi più classici, non si può non degustare un capocollo di maiale dorato al miele di castagno con radicchio grigliato od una scaloppina di anatra in casseruola con peperoni croccanti in salsa di balsamico, certamente piatti che riescono a stimolare anche le papille gustative più esigenti.

Tra i dessert che lo Chef propone, invece, un assaggio di semifreddo alle mandorle e miele con salsa all’arancia od una sfogliatina con crema, pere in salsa di cioccolato, è un peccato di gola che può essere certamente perdonato.

La cucina è passione, è dedizione, impegno e sacrificio, e quella dello Chef Tagliaboschi ha testa e cuore, ma soprattutto esprime tutto l’immenso l’amore che lui ha per la sua terra; perché come affermò Heinz Beck, “la cucina non è mangiare. È molto, molto di più. Cucina è poesia“, e qui, allo Schiaffo, con lo Chef Tagliaboschi diventa piacevole declamare la cucina ciociara.

 

Box informazioni:

Ristorante Lo Schiaffo

Via Vittorio Emanuele 270 – Anagni

tel. 0775739148

http://www.ristoranteloschiaffo.it

 

 

 

Raffaele Zoppo

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