“Tre Civette sul Comò”: a Villa Torlonia 67 artisti indagano il volatile notturno per eccellenza


Una famosa filastrocca può diventare anche il titolo di una mostra d’arte. “Tre Civette sul Comò CivettArte”, l’esposizione dedicata all’uccello notturno per antonomasia, rapace enigmatico ed affascinante, è pronta ad accoglierci fino al 30 aprile 2017 in una delle location più particolari della capitale. Stiamo parlando della Casina delle Civette di Villa Torlonia, affascinante bizzarria Liberty, costruita nel 1839 e allora conosciuta come “Capanno svizzero”, fu trasformata ad inizio Novecento in un eclettico villino su commissione di Giovanni Torlonia.

La rassegna, che si ispira alle celebri vetrate delle civette di Duilio Cambellotti, uno dei nostri massimi esponenti dell’Art Nouveau, esplora il magico rapace attraverso 67 opere realizzate da artisti italiani ed internazionali. Sono, infatti, presentati lavori provenienti da ogni angolo d’Europa e non solo: Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Giappone, Grecia, Iraq, Irlanda, Lussemburgo, Olanda e Spagna.

L’esposizione, curata da Stefania Severi e Maria Grazia Massafra, indaga un’icona capace di affascinare artisti in ogni epoca: Goya e Alberto Savinio, Hans Baldung Grien e Lucas Cranach si sono lasciati ammaliare da questo singolare volatile, simbolo esoterico, considerato sacro per la dea Atena e spesso indicato nella cultura popolare come animale del malaugurio. Questa sorprendente dicotomia si ritrova nel periodo classico: mentre per i greci essa indicava appunto la saggezza e la sapienza illuminata dai grandi occhi, nelle Metamorfosi di Ovidio torna a rappresentare la negatività. Ascalafo è trasformato nel nefasto volatile da Demetra dopo aver condannato Persefone, la figlia di lei, all’esilio nel regno dei morti. Virgilio stesso nell’Eneide fa annunciare la morte di Didone da una civetta o da un volatile simile ad essa. Per il nostro uccello la situazione non migliora nel Medioevo: la civetta è nei secoli delle superstizioni associata alle streghe e alle loro malignità notturne. L’animale, posizionato in basso sotto le croci, simboleggia il trapasso nella Crocefissione di Anversa di Antonello da Messina; diventando il vero protagonista nella celebre acquaforte del maestro spagnolo Francisco Goya: “Il sonno della ragione genera mostri” del 1799. In quest’opera, posizionata al foglio numero 43 di una serie di ottanta incisioni chiamata “Los Caprichos”, le civette rappresentano l’inconscio, stravagante, folle e inquietante. Una visione mostruosa del tutto divergente con la logica. Ad inizio Cinquecento con Lucas Cranach, l’uccello torna a rappresentare i valori positivi della ragione e della saggezza: una civetta fa da sfondo al ritratto del dottor Johannes Cuspinian, celebrato per la sua apprezzabile cultura.

L’accoglienza di “Tre Civette sul Comò” è delle migliori: proprio sull’uscio “a rimirar” il visitatore incontrerà una vivace civetta realizzata da FraMe con l’antica tecnica del mosaico. Dopo il geniale “Codice della civetta diurna”, libro d’artista di Vittorio Fava, al pian terreno colpisce il volatile in vetro fuso di Francesca Cataldi, in splendida armonia con i caldi colori della sala, e il ventaglio in stoffa e legno di Miro Bonaccorsi. Sono innumerevoli e mutevoli, infatti, le opere d’arte esposte: si va dai dipinti alle sculture, passando per gioielli, disegni, ricami, abiti, e libri, il tutto in dialogo con le vetrate artistiche e i giochi architettonici della Casina delle Civette. L’allestimento, curato dall’architetto Monica Petrungaro, è coinvolgente e pensato per creare un continuum tra ambienti e manufatti esposti. I visitatori, ispirati dall’immagine copertina del vignettista Lucio Trojano, potranno così immergersi in un mondo magico, incontrando il monopattino di Anna Addamiano e i burattini di Maria Signorelli.thumbnail_frame%2c-civetta-della-casina

L’esposizione, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, si avvale del Patrocinio della LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli), e della FUIS (Federazione Unitaria italiana Scrittori), oltre che del sostegno dell’Università tedesca di Trier, dell’Associazione lussemburghese Convivium, dello Strassacker Kunstgiesserei, della Comunità Greca di Roma e del Lazio, dell’associazione culturale EPLE, dell’associazione Culturale Ghibli e dell’Accademia d’Alta Moda Koefia. L’organizzazione è stata resa possibile grazie all’impegno della Cooperativa Sociale Apriti Sesamo di Roma. Eventi Culturali Magazine consiglia “Tre Civette sul Comò”: un motivo in più per visitare la Casina Liberty immersa nel verde di Villa Torlonia, un luogo magico in grado di superare lo spazio e il tempo.

“Tre Civette Sul Comò, CivettArte”

Casina delle Civette, Villa Torlonia

Via Nomentana 70

Dal 29/01/2017 al 30/04/2017

Da martedì a domenica ore 9.00-19.00

Info: http://www.museidivillatorlonia.it

Francesco Consiglio

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