IMUN: una esperienza formativa importante


Dal 6 al 10 Febbraio scorso ci siamo dati appuntamento a Roma per la simulazione dei processi diplomatici organizzata da United Network, IMUN (Italian Model United Nations). Un gioco di ruoli in cui noi, studenti delle scuole di istruzione secondaria, abbiamo rappresentato un Paese assegnatoci all’interno di una commissione, simulando la partecipazione all’assemblea generale delle Nazioni Unite, discutendo in lingua inglese di temi a rilevanza mondiale (quali sicurezza, salute, istruzione, salvaguardia dei diritti, etc), redigendo paper, formulando proposte, stringendo alleanze e votando risoluzioni.

Io ho aderito alla sessione Unicef e sono stato investito della carica di delegato libico alla discussione sull’accesso all’istruzione.

Ho dovuto documentarmi sul sistema scolastico libico ed ho scoperto che, pur essendo uno Stato africano, l’istruzione generale è gratuita fino al termine dell’Università e garantito l’accesso con un sistema di “classi mobili” per raggiungere anche le numerose tribù che vivono nel deserto.

Per arginare il fenomeno della dispersione degli studenti sono stati studiati percorsi alternativi di scuola lavoro, ove imparare abilità e mestieri. L’offerta è molto vasta e cerca di conciliare le attività tradizionali con le esigenze produttive del Paese.

Attualmente la precaria situazione politica (e gli attentati di questi giorni lo testimoniano) non consente una organizzazione al meglio delle strutture e dei programmi. Importante lo sforzo di epurare l’influenza del ras libico destituito, il colonnello Gheddafi, e predisporre testi neutri.

Ingente l’impegno per costruire edifici dedicati all’istruzione e per questo si sta aprendo ad esperienze di compartecipazione a fondi privati.

Sulla carta non si registrano discriminazioni sessiste nell’accesso all’

istruzione, ma sappiamo bene che la tradizione religiosa e culturale ancora non faciliti le donne.

La scuola dell’obbligo inizia a 6 anni e si protrae per 9 anni. Il sistema di scuola elementare, media e superiore è simile al nostro.

 

Nel mio dibattito ho teso ad evidenziare la similitudine del Paese nord africano con l’Europa ed i legami, in particolare con l’Italia, di natura economica e storica, essendo una ex colonia italiana e francese con importanti giacimenti di petrolio, ed il reiterato tentativo da parte delle Istituzioni europee di inserirlo nel programma di Partenariato Euro Mediterraneo(PEM), nell’Unione per il Mediterraneo (UpM), nella Politica Europea di

 

 

Vicinato (PEV). Tali protocolli sono sempre stati rifiutati dalla Libia, la quale ha, in più occasioni, messo in chiaro di non avere alcun interesse reale per queste politiche.

 

La Libia ha da sempre occupato una posizione allo stesso tempo centrale e marginale nella dimensione esterna della politica europea. Con la caduta del regime dittatoriale e l’acutizzarsi della guerra civile, il Paese deve, però, fronteggiare due grandi sfide: contrastare il terrorismo di matrice islamista e gestire i flussi migratori dei richiedenti asilo in transito verso l’Europa.

Da qui l’intensa attività diplomatica dei tempi recenti per riallacciare i rapporti con UE

 

Federico Mattia Ricci

 

 

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