TRASTEVERE, NEL GIARDINO DELLA FORNARINA, RISCOPRI TUTTO IL PIACERE DELLA TRADIZIONE ROMANA, SOSPESO TRA MITO E ARTE


“L’amore deve tutto osare quando ha tutto da temere”, disse Kahlil Gibran; e sono proprio gli amori impossibili, unici, quelli che osano e che si sublimano, poi, in un incontro di anime, in un bacio, in uno sguardo; amori come fu quello di Raffaello Sanzio per la sua bella Margherita Luti.a Lui, tra i pittori più famosi del Cinquecento, lei, la figlia di un fornaio di Trastevere; da un casuale incontro scattò la scintilla d’amore tra i due giovani, un amore non convenzionale il loro, un amore ostacolato dalla sorte, ma puro, passionale, vero, che lasciò una traccia indelebile: quel celebre ritratto della Fornarina, la donna amata dal pittore di Urbino impressa sulla tela, ricordo eterno della loro passione. Lei viveva in un palazzetto di Trastevere, sito a ridosso di Porta Settimiana, lui lavorava per la famiglia Farnese, a via della Lungara, e quel giardino, interno all’edificio, divenne il teatro del loro amore. Una magia, questa, che ancora oggi, a distanza di molti secoli, è possibile respirare, entrando nello storico locale di “Romolo, nel Giardino della Fornarina”, in quella che fu l’antica casa di Margherita, e in quel giardino che vide i giovani amanti scambiarsi baci e promesse d’amore. Romolo Casali, nel 1930 aprì una piccola hostaria, negli spazi, che secondo la tradizione, doveva essere l’antica panetteria cinquecentesca della famiglia di Margherita Luti. Questo piccolo locale, baciato dalla passione che il giovane Romolo Casali aveva per la ristorazione, crebbe di fama, e divenne un luogo d’incontri, una meta ambita e ricercata, non solo per il ricordo di quella struggente storia d’amore che le mura qui, conservano, ma soprattutto per quella sua cucina, così semplice, genuina, vera, proprio nel solco della tradizione romana. Qui Trilussa aveva, in una saletta, un tavolo riservato, qui hanno cenato star di Hollywood come Marlon Brando e Kirk Douglas, icone come Brigitte Bardot, Maria Callas e Lucia Bosè, regine come Fabiola del Belgio, artisti come Renato Guttuso e Joan Mirò, per tutti loro Romolo fu il cantore della tradizione romana, un fine mecenate, ed il ristorante “Romolo, al Giardino della Fornarina” un punto d’incontro tra arte e cucina, tra mito e tradizione. Una magia che Romolo Casali ha trasmesso alle nuove generazioni e, anche per questo, ancora oggi questo ristorante riesce a mantenere intatto tutto questo suo fascino. Un luogo ricco di arte, di testimonianze storiche, e di personaggi famosi, che accomodandosi in una delle sue tre sale, possono qui, gustare la vera cucina romana, in un ambiente caldo, accogliente e familiare. Una location che profuma di antico, di prezioso, arredata con il gusto per la semplicità e con la giusta attenzione ai particolari, per non alterare un luogo così ricco di storia. Una scaletta interna, invece, conduce al meraviglioso giardino, che fu il luogo d’incontro tra Raffaello e Margherita, una vera oasi di pace nel caos trasteverino; qui si può gustare tutto il piacevole fresco delle serate romane, all’ombra di un verde pergolato, nel dolce silenzio che quest’angolo di paradiso riesce ancora a donare. Ma “Romolo, nel Giardino della Fornarina”, è la vera casa della passione, che si trasforma in cibo, materia sublime per un viaggio di piacere nella tradizione romana più autentica. Qui è ancora possibile degustare i veri piatti della cucina romano-giudaica, preparati a mestiere seguendo le antiche tradizioni familiari che hanno reso questo ristorante, negli anni, un vero punto di riferimento nel panorama ristorativo trasteverino. Dagli antipasti ai dolci, qui tutto parla di Roma. “Tramandiamo le ricette più antiche che, grazie al contributo delle diverse culture presenti a Roma, hanno dato vita ad un’arte culinaria varia e poliedrica – sottolinea Vittoria Biasciucci – Abbiamo riscoperto i piatti poveri ma gustosi della cucina del ‘quinto quarto’, la parte meno nobile delle carni, che rappresentano di più la nostra tradizione, e che noi riusciamo a proporre, poi, secondo le disponibilità”. Piatti storici della Roma verace, ruspante, semplice come i Rigatoni con la pajata, la Coda alla vaccinara, la Trippa con la menta ed il pecorino romano, la Coratella con i carciofi, e primi che sono divenuti un classico di ogni cucina, come l’Amatriciana, la Carbonara, o gli Spaghetti Cacio e Pepe, accostando, comunque a questa tradizione culinaria anche “piatti delicati e genuini ispirati alla tradizione mediterranea”, come delle Fettuccine al tartufo nero, o dei Tagliolini con gamberi e crema di pistacchi, ad esempio, ponendo comunque estrema attenzione “alla freschezza e alla stagionalità dei pregiati doni del territorio”. Un menu, quello proposto da “Romolo, nel Giardino della Fornarina”, che è altamente variegato, e sempre molto interessante, con continue novità, cogliendo a piene mani tra i prodotti della terra e quelli del mare, e soprattutto, semplicemente divino, per le sue straordinarie carni scottate alla brace, e profumate con le erbe aromatiche e la fragranza dell’olio evo, sul bracere a vista, posto vicino ad un vecchio forno a mattoni, nella sala centrale. Per chi cerca una serata intima e conviviale, per chi vuole vivere un’esperienza culinaria unica, per chi desidera cenare sospeso tra arte e mito, il ristorante “Romolo, nel Giardino della Fornarina” è lì, pronto ad accogliervi, con passione e dedizione, con amore e la giusta attenzione, per farvi vivere una tra le più suggestive serate degustative, che uno possa provare. Perché come scrisse Trilussa: “tutto sommato la felicità è una piccola cosa”, e Romolo, da più di ottanta anni dona ai suoi ospiti felicità racchiusa in un piatto. Raffaele Zoppo

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