Sanremo 2017


nnnnnCanzone italiana per il terzo (e ultimo) anno consecutivo firmato da Carlo Conti come conduttore e direttore artistico.

Calato il sipario è tempo di bilanci e considerazioni (una su tutti la domanda è chi prenderà il posto di Conti?), un festival sobrio e vincente dove le “vere” emozioni sono state portate dalla gente comune, “gli eroi del quotidiano” raccontati con l’estrema semplicità che solo Maria De Filippi è in grado di svolgere. Ed è proprio la scelta di accompagnare Carlo Conti alla conduzione da parte della “regina” degli ascolti di Mediaset che ha dato a questo festival il valore aggiunto, lo spessore all’edizione targata 2017. Maria che esce per la prima volta dal suo “mood” fatto di silenzi e parole rassicuranti seduta sui gradini; inizialmente la troviamo (com’è giusto che sia in un palco così autorevole e imponente) rigida, impacciata e lenta poi è un crescendo nel prendere confidenza con il palcoscenico diviene consapevole del fatto che poteva farcela senza necessariamente snaturare il suo essere così pacata e rassicurante. Carlo Conti tira le somme sul suo terzo e ultimo festival ottenendo un risultato che va oltre le più rosee aspettative (l’ultima serata ottiene il 58,4% di share) grazie all’aiuto della De Filippi che gli ha permesso di battere record che erano presenti solo 15 anni fa. Tra esclusioni clamorose (Ron, Albano e Gigi D’Alessio) non senza dure polemiche il festival di Sanremo consegna la vittoria finale a Francesco Gabbani (vincitore di Sanremo 2016 nella categoria giovani). Proprio come spesso accade il televoto è determinante e cambia tutte “le carte in tavola”; proprio nell’ultima serata la votazione del televoto ha pesato il 40% rispetto al 30% della giuria demoscopica e della giuria degli esperti. Con il 36% dei voti Gabbani vince su Fiorella Mannoia ed Ermal Meta, il risultato finale è dato dalla somma del televoto (che lo decretava vincitore con il 44%) e dalle diverse giurie. Come tutte le gare ci può essere un unico vincitore ma con il tempo Sanremo ci insegna che non sempre chi è sul podio dei vinti resterà impresso nella memoria collettiva.

Noemi Deroma

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