LE ELEZIONI SI AVVICINANO


Le seguenti considerazioni scaturiscono da situazioni locali, in realtà il loro ambito è purtroppo nazionale o quasi.

Se la provincia di Frosinone, che rappresenta lo zoccolo duro della Ciociaria, è sistematicamente da sempre all’ultimo o agli ultimi posti della graduatoria nazionale del vivere civile, c’è poco da credere che la Ciociaria Pontina sia da meno, come documentano pure gli ultimissimi episodi addirittura di imprigionamenti di politici locali, ci si è mai chiesto quali possano essere le ragioni e le spiegazioni di tali offensivi e degradanti primati? Certamente la causa prima, e non va dimenticato, sono gli elettori stessi che danno il proprio suffragio a certi candidati: sono loro gli attori protagonisti che consentono ad alcuni personaggi di calcare la scena politica: salvo eccezioni, si lasciano comprare in cambio di una raccomandazione o di una promessa o di qualche buono benzina o di qualche cena o di qualche soldarello da gente non di rado semplicemente losca e delinquente: sono degli elettori, certamente non sono cittadini: il cittadino è ben altro che solo elettore! E la forza di questi ‘politici’ senza arte né parte, dalla facile parlantina, ignoranti, che hanno ben capito come funzionano le cose e dove è più facile affondare le mani nel miele, è proprio la presenza e il sostegno degli elettori più o meno venduti e l’assenza e l’inerzia dei cittadini. Ma la colpa ultima, quella originaria, ricade sugli organi preposti alla verifica e controllo dei requisiti di candidabilità individuati dalla Costituzione all’art.51 e all’art.54: il baluardo di tale fondamentale verifica è rappresentato dalla Prefettura, la quale, nel territorio, è la vicaria solenne dello Stato e della Nazione in tutte le incombenze della esistenza del cittadino: l’ultima istanza. Quindi se assistiamo allo spettacolo che autentici avventurieri e malversatori, sfaccendati, ignoranti, ladroni, occupino gli scranni sacri delle istituzioni, arrecando danni disastrosi alla comunità, la colpa, o perfino il merito!, sono, a mio avviso, prima di tutto della Prefettura in quanto, ripeto, ultima istanza -lo scaricabarile non è previsto- per la verifica della presenza dei requisiti costituzionali e solo dopo degli elettori che vendono il proprio suffragio spesso da vittime inconscienti.

Adesso è tutto uno spettacolo sconcio di incontri, di conciliaboli, di patti, di alleanze, dove ideologie e convinzioni sono zero, contano solo interessi personali per accaparrarsi cariche e possibilità elettive: un mercimonio che rispecchia fedelmente la situazione disastrosa della Ciociaria e di gran parte del Paese che sono stati portati a queste condizioni proprio da questi figuri che, salvo eccezioni, parassitano da anni sul sangue dei cittadini, senza nulla dare, perché nulla hanno da dare: hanno direttamente o indirettamente dissipato le pubbliche ricchezze e bilanci, distrutto l’ambiente e il paesaggio, acconsentito e facilitato una cementificazione orribile del territorio, avvelenato i pochi corsi d’acqua esistenti, contribuito a rendere, non solo la Ciociaria, tutta una discarica di rifiuti e di veleni: sono stati una apocalisse. Mali altrettanto difficilmente guaribili sono quelli che si vedono meno: la depravazione degli animi, il vuoto etico come direbbe Don Ciotti, il cinismo e individualismo: ha valore e conta esclusivamente quello che ci riguarda e tocca, il resto è indifferente, perfino ostile, terra di nessuno. In siffatto contesto il ruolo e il valore dell’arte e della cultura e della memoria storica sono parole vuote, talvolta slogans elettorali: quello che abbiamo, frutto di eredità e del passato, o non lo si conosce o lo si distrugge. E tali personaggi sono ancora tutti lì, ben nutriti e ben pasciuti, a fare alleanze e patti, sicuri che anche questa volta le loro promesse e parole e non di rado anche le loro minacce, troveranno gli allocchi, o i venduti, che daranno retta. Terribile non è la loro presenza, molto più terribile è che la Prefettura non sia intervenuta, e non intervenga, a verificare se i requisiti espressi dalla Costituzione siano presenti o no: “Chi è chiamato a funzioni pubbliche elettive ha diritto di disporre del tempo necessario al loro adempimento e di conservare il suo posto di lavoro” (Art. 51 Costituzione) cioè impegno pubblico e professione o mestiere, sono imprescindibili, uno è la condizione dell’altro! Se non si è attivi e produttivi in una professione o in un mestiere e non si posseggono due o tre requisiti ben puntualizzati, la Costituzione li tiene lontani e fuori! E invece tutti o quasi questi personaggi che vediamo agitarsi freneticamente in giro con il plauso dei media sono senza arte né parte o galoppini di partito o portaborse di qualcuno o autentici avventurieri. Quanto a ‘diligenza’ ed ‘onore’ di cui parla la Costituzione, parole scritte in cielo, come ben si vede e sa.

Restando così la situazione, cioè fuori Legge, c’è un solo modo per emarginare e tenere lontani volponi e marpioni e cioè che siano i cittadini a partecipare, a organizzarsi in associazioni e sodalizi: l’esempio di successo della città di Latina, e di qualche altra città, può servire di guida e d’insegnamento: si ricorderà che alle elezioni del giugno scorso un gruppo di cittadini, dopo essersi misurato con incontri, scambi di idee, redazione di un programma, presa d’atto della situazione amministrativa della città, sono scesi tutti in piazza a divulgare e a far conoscere la propria presenza e alla fine la vittoria a loro favore è stata schiacciante e la città di Latina ha allontanato marpioni e volponi e corrotti e ha avviato un corso nuovo amministrativo all’insegna della trasparenza e della correttezza e con il solo obbiettivo del bene comune. Latinabenecomune è il loro marchio.

Michele Santulli

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