Fantasia e meraviglia. Depero in mostra nella Villa dei Capolavori


La fantasia del futurista Fortunato Depero invade la Fondazione Magnani-Rocca di Mamiano di Traversetolo, la Villa dei Capolavori situata nei pressi di Parma. L’occasione arriva dalla mostra Depero. Il mago, in programma dal 18 marzo al 2 luglio 2017, realizzata grazie alla collaborazione istituzionale fra il Mart – Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto – e la Fondazione Magnani Rocca.

La rassegna intende descrivere i tratti dell’estetica del protagonista del secondo Futurismo, fautore di un’arte poliedrica e brillante, e di un linguaggio innovativo rintracciabile lungo un itinerario di cento opere, ricavate dai campi della pittura, della scultura, dell’architettura, del design, e del teatro. Il viaggio esplorativo alla scoperta della personalità e dell’ingegno creativo di Depero abbraccia lavori di varia natura, segno della sua concezione di arte totale: tarsie in panno, collage, disegni, abiti, mobili, e progetti pubblicitari.

Il racconto in mostra si snoda attraverso cinque sezioni, curate da Nicoletta Boschiero e Stefano Roffi, per ricostruire l’evoluzione della carriera di Depero sin dagli esordi. Trasferitosi a Rovereto dal comune trentino di Fondo, Depero consegue una prima formazione presso la scuola reale elisabettina. Aderisce in seguito al Futurismo di Giacomo Balla, firmando il manifesto nel 1915. Il capitolo dell’esposizione dedicato al Teatro magico trova materiale di approfondimento nella collaborazione con il famoso coreografo Sergej Diaghilev, fondatore della compagnia dei Balletti Russi. “Chant du rossignol” rappresentano la prima opera commissionata a Depero nel 1916. La sua ricerca nella danza sfocia nella successiva realizzazione con Gilbert Clavel dei “Balli platici”, con la proposta di un linguaggio coreutico di movimenti rigidi e meccanici, tipici di marionette evocanti le sfere dell’infanzia e del gioco, del sogno e del magico. Altra tappa fondamentale del percorso creativo di Depero, risalente al primo dopoguerra, è individuata nell’apertura della casa d’arte futurista a Rovereto: qui l’autore avvia una produzione differenziata nei settori della grafica pubblicitaria, dell’arredo e delle arti applicate, specialmente degli arazzi. Il progetto risulta possibile anche mediante l’apporto della moglie Rosetta Amadori, e si sviluppa ulteriormente negli anni Trenta a New York. Nella città statunitense Depero riversa il proprio impegno nella Depero’s Futurist House, una sorta di filiale della sede rovetana, dedicandosi parallelamente ai primi lavori per Leonide Massine, direttore artistico del Roxy Theatre. La rassegna su Depero termina con il riferimento al ritorno in Italia e all’allestimento del primo museo futurista a Rovereto a metà Novecento, iniziativa che lo consacra definitivamente come sperimentatore, scenografo, mago, pubblicitario, e dunque maestro.

La molteplicità di linguaggi inglobati nell’estro creativo di Depero, e coltivati da un costante lavoro di ricerca, ne rivela l’attitudine a rompere con schemi consolidati della sua epoca. Innovazione e varietà alimentano la fantasia incontenibile del mago artista, sorprendentemente eccentrico, vivace, meraviglioso: una figura tutta da scoprire e conoscere.

Per maggiori informazioni sulla mostra: http://www.magnanirocca.it

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Clara Agostini

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