POVERI CIOCIARI!


Poveri ciociari in quali mani, ancora! E a tutti i livelli, guardarsi attorno e ascoltare la gente, anzi la maggior parte della gente, per conferma. Queste poche righe per raccontare l’ultimo gravissimo episodio che lasciamo al lettore di valutare. Giorno 4 aprile scorso ha avuto luogo a Roma, a cura del Comune di Roma, l’apposizione di una targa commemorativa in onore di Ernesto Biondi scultore importante, originario di Morolo, di cui ricorreva il centenario della morte, dunque un evento di alto significato. La Città di Roma, consapevole del valore del suo figlio adottivo, era presente alla cerimonia di svelamento della targa con alcune funzionarie della Sovrintendenza Romana, con la vice presidente dell’Assemblea Capitolina, con la rappresentante dell’assessorato alla cultura, coi saluti del Vice Sindaco e di quelli del Sovrintendente e con l’assistenza di tre vigili urbani e del personale per le strutture di amplificazione, senza menzionare la eccellente qualità e posa in opera della targa in marmo sulla parete della palazzina di Via degli Scipioni, ora divenuta anche essa “un muro parlante”. Gli eredi Biondi hanno partecipato con il massimo dell’entusiasmo e della gratificazione, hanno provveduto munificamente non solo ai loro doveri di anfitrioni verso tutti i convenuti ma hanno altresì provveduto a far coniare una pregevole medaglia commemorativa per la rara occasione. Inutile sottolineare i numerosi presenti: cultori, amici, appassionati.

Gli unici assenti nonché indifferenti a tali modelli di segnale di vita civile, sono stati i cosiddetti politici ciociari e le istituzioni frusinati a partire dalla stessa Sindaca di Morolo (pur se rappresentata da alcuni emissari), dal presidente della provincia, dal sindaco di Veroli (depositaria di un’opera d’arte di altissimo valore), da quello di Anagni (depositaria di tre importanti sculture), dal Prefetto o da chi per lei (fruitori di fondamentale monumento davanti alla Prefettura), dall’Accademia di Belle Arti allevatrice di artisti di ogni genere e da altre locali istituzioni. Assenti, direttamente o indirettamente, non solo fisicamente, che può essere anche comprensibile ma assenti anche con un segno di partecipazione o con un messaggio, il che pure è comprensibile ma certamente non in un contesto di civiltà e di cultura, quale quello, così si ritiene, nel quale viviamo.

Tale situazione a mio avviso di insensibilità e/o di ignoranza, passata ormai da tempo al giudizio della storia della provincia, e di degrado nei confronti dell’arte e della cultura, è altresì ben corroborata e documentata anche dall’assenza e insensibilità di certi media locali che del dettagliato comunicato stampa loro inviato in merito all’evento ERNESTO BIONDI nessuna informazione hanno fornito ai propri lettori, venendo tra l’altro meno ai più elementari ma fondamentali obblighi professionali.

Michele Santulli

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