La Repubblica Romana del 1849 rivive a Porta San Pancrazio


Il Museo della Repubblica Romana e della Memoria Garibaldina situato sul Gianicolo all’interno di Porta San Pancrazio, narra le vicende che hanno segnato la breve vita della Repubblica Romana del 1849: la fuga di Pio IX, il triumvirato, l’assedio e la capitolazione di fronte alle soverchianti forze francesi. Una pagina di storia fondativa per la nascita dell’Italia Unita, raccontata con documenti, cimeli e materiali multimediali.

“Senza Roma capitale, l’Italia non si può costituire”. Le parole di Camillo Benso, conte di Cavour introducono nel modo più adatto nel fervore risorgimentale, quel lungo percorso che ha portato all’Unità del nostro Paese dopo anni di successi e fallimenti. A Roma esiste un luogo lontano dai grandi flussi di turisti che ha il merito di raccontare i giorni della Repubblica Romana del 1849 meglio di qualunque altro, immergendo il visitatore nel sogno indipendentista di uomini dal calibro di Carlo Armellini, Giuseppe Mazzini ed Aurelio Saffi. Stiamo parlando del Museo della Repubblica Romana e della Memoria Garibaldina riaperto al pubblico nel 2011 dopo lunghi restauri, in occasione dei festeggiamenti per i 150 anni dall’Unità d’Italia. Il Museo che espone incisioni, cimeli garibaldini, busti e dipinti, è situato in un monumento simbolo per la storia della Repubblica Romana: Porta San Pancrazio accesso all’Urbe in direzione nord lungo l’antico percorso della via Aurelia.

Il nostro Paese vive da sempre un rapporto complesso con le sue origini. Non solo la riunificazione è avvenuta in ritardo rispetto alle grandi nazioni d’Europa ed è stata influenzata pesantemente dalla mano straniera, ma il concetto stesso di patriottismo è macchiato dal terribile ricordo dell’alleanza con la Germania Nazista. Quello italiano è un popolo giovane, variopinto, denso di bellezza, culture ma anche di fratture storiche e lotte intestine. E’ anche per questi motivi che non tutti conoscono a fondo gli avvenimenti della Repubblica Romana del 1849, un passo però nodale nel percorso risorgimentale verso l’unità del Paese. In quest’esperienza confluirono e parteciparono molti degli uomini che avranno un ruolo costituivo per il nostro Paese, come Garibaldi, Mazzini e Mameli. Il Museo ha il merito di spiegare quei 5 mesi di vita della Repubblica, la cacciata di Papa Pio IX e la strenua resistenza contro l’esercito francese, la superpotenza dell’epoca. A guidare le truppe repubblicane, in larga parte formate da giovani e popolani non specializzati nella guerra, vi era Giuseppe Garibaldi, l’Eroe dei due mondi. La resa arrivò il 2 luglio 1849 e costò la vita a molti patrioti, tra cui Goffredo Mameli, Emilio Dandolo e Luciano Manara.

Sala dopo sala è possibile conoscere da vicino la Roma liberale di Pio IX, la sua fuga a Gaeta, la proclamazione della Repubblica, il triumvirato, fino ad arrivare alla battaglia finale combattuta nell’area intorno allo stesso museo: il Gianicolo, altura strategica affacciata sull’Urbe, tra luoghi pittoreschi come Villa Savorelli, Villa Corsini e Il Vascello. Grazie a video, schermi touch screen, plastici e mappe multimediali, il museo spiega in maniera eccezionale le battaglie e i luoghi degli scontri, indugiando su dettagli e curiosità in grado di appassionare gli amanti della storia. Quando l’esercito transalpino guidato da Oudinot assediò l’Urbe, bombardandola per molti giorni, Porta San Pancrazio e i bastioni adiacenti ebbero un ruolo fondamentale nella disperata difesa.

La monumentale Porta che si vede oggi è la ricostruzione del 1854-57 dell’architetto Virginio Vespignani. La precedente, devastata dalle pallottole francesi, era stata innalzata da Marcantonio

De Rossi nel 1648, in sostituzione dell’antica Porta Aurelia, di epoca romana. E’ questo, infatti, un altro merito del museo: riuscire a rendere leggibili le trasformazioni subite dal territorio a causa di questa feroce battaglia, in grado di stravolgere l’area nord della Roma ottocentesca. Quando i repubblicani erano oramai prossimi alla resa, accerchiati dal nemico, Garibaldi di fronte all’Assemblea Costituente affermò: “Dovunque saremo, colà sarà Roma”. La storia saprà dargli ragione pochi anni dopo.

Il Museo fa parte del Sistema Musei Civici di Roma Capitale, ed è stato ideato dalla Sovraintendenza ai Beni Culturali di Roma Capitale, dall’Unità Tecnica di Missione della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dall’Istituto per la Storia del Risorgimento italiano – Museo Centrale del Risorgimento di Roma, con la collaborazione dell’Associazione Nazionale Veterani e Reduci Garibaldini (ANVRG) (che ha la sua sede nell’edificio), della Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea di Roma e del Comitato Gianicolo.

 

Box informazioni:

Museo della Repubblica Romana e della Memoria Garibaldina

Largo di Porta S. Pancrazio, Roma

Orari: Martedì – venerdì ore 10.00 -14.00 (ingresso contingentato ogni 45 minuti)

Sabato, domenica e festivi ore 10.00 – 18.00 (ingresso non contingentato)

Ingresso gratuito

http://www.museodellarepubblicaromana.it

info@museodellarepubblicaromana.it

Francesco Consiglio

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