Un secolo di scultura lombarda. La Galleria d’Arte Moderna di Milano presenta una collezione dal Neoclassicismo al Novecento


La Galleria d’Arte Moderna di Milano svela al pubblico una raccolta di prestigiosi pezzi del suo patrimonio, con decine di sculture allestite in occasione della mostra 100 anni. Scultura a Milano 1815-1915, visitabile fino al 3 dicembre 2017.

A conclusione di un recente restauro, 92 opere conservate nel deposito del museo, una sessantina delle quali mai esposte prima, sono state scelte per un progetto di tutela e di valorizzazione dei beni scultorei. Si tratta di un repertorio di proprietà in parte della GAM, in parte dell’Accademia e della Pinacoteca di Brera.

La mostra traccia un percorso artistico che copre un secolo di storia della scultura lombarda, dal tardo Neoclassicismo fino all’inizio del Novecento, illustrando il ruolo centrale del capoluogo milanese e di alcuni degli artisti in attività: Francesco Barzaghi, Giuseppe Grandi, Vincenzo Vela, Medardo Rosso ed Adolfo Wildt. La collezione di opere ospitata nel museo trova nella donazione Marchesi Fogliani del 1862 un primo lascito, con un corpus di centinaia di pezzi giunti dallo studio dello scultore Pompeo Marchesi. Il patrimonio accumulato nei decenni successivi è frutto dei diversi contributi pervenuti alla Galleria da collezionisti privati.

Le sezioni si snodano lungo le varie sale della Galleria, sviluppando sei temi principali attorno a vicende, generi e soggetti principali della scultura lombarda prodotta tra diciannovesimo e ventesimo secolo. Il lavoro dei maestri e dei seguaci dell’Accademia braidense ed i richiami al Neoclassico di Pompeo Marchesi avviano l’itinerario espositivo. A seguire, la trattazione del Romanticismo milanese abbraccia argomenti vitali per la letteratura e la musica che fiorirono negli anni in cui si profilava la costruzione di un’identità nazionale. La sezione centrale approfondisce i motivi che portarono la Scuola di Milano alla ribalta nell’ambito di esposizioni nazionali ed internazionali. Opere compiute, ma anche gessi preparatori e prime prove di fusione, realizzati in cantieri monumentali della città come quelli nei pressi dell’Arco della Pace e del Cimitero Monumentale, intendono inquadrare alcuni miti del nascente stato italiano, prima di un focus conclusivo sull’esperienza scapigliata e sull’approdo al Novecento. Il secolo in questione vede la produzione scultorea oscillare tra estremi quasi paradossali (Wildt e Rosso), elementi del realismo sociale e spunti simbolisti.

Avviata nell’estate 2016, la campagna di restauro che ha reso accessibili i pezzi scultorei in esposizione è stata condotta dalla società Aconerre – Arte Conservazione Restauro s.n.c., in collaborazione con il Politecnico di Milano – Laboratorio Materiali e Metodi per il Patrimonio Culturale (MaMeCH).

La mostra è promossa e prodotta dal Comune di Milano – Cultura e dalla GAM, ed è realizzata nell’ambito della partnership fra il museo e UBS. Per tutte le info sull’evento: http://www.gam-milano.com/it/home/.

Clara Agostini

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