I Musei Capitolini aprono al mistero sulla Madonna col Bambino di Pintoricchio pittore dei Borgia


Ai Musei Capitolini spazio al racconto della Roma tardo quattrocentesca del pontificato di Alessandro VI Borgia, ed al suo intreccio con il ruolo e l’attività di Bernardino di Betto detto il Pintoricchio, annoverato come uno dei pittori più completi del Rinascimento italiano. Pintoricchio pittore dei Borgia. Il mistero svelato di Giulia Farnese è il titolo dell’esposizione in programma dal 19 maggio al 10 settembre 2017, dedicata alle storie cortigiane attorno ad Alessandro VI, al secolo Rodrigo Borgia, pontefice dal 1492 al 1503, ed a Giulia Farnese, sua concubina, nonché presunta amante. È nella Madonna del Pintoricchio, presentata per la prima volta nella sede museale romana, che la leggenda vuole si celi la figura della giovane dama, nelle vesti di una Madonna con il Bambino benedicente raffigurato insieme ad un Papa adorante ai loro piedi.

L’accostamento di Giulia Farnese alla Madonna dipinta nell’Appartamento Borgia si spiega alla luce dello sdegno suscitato dalla condotta immorale di Papa Alessandro VI, accresciutosi all’indomani della sua morte. Oltre all’impronta scandalistica del suo pontificato, ad ogni modo al pontefice si riconosce il merito di aver dato impulso allo sviluppo delle arti a Roma, sin dalla chiamata in città del pittore Pintoricchio, tra i massimi esponenti della scuola umbra nel secondo Quattrocento. Pintoricchio fu incaricato della decorazione delle stanze del nuovo appartamento papale, nell’intento di trasporvi il programma ideologico e politico del Papa. L’artista realizzò un suggestivo ciclo di affreschi comprendente il dipinto della Madonna, datato 1492-1493, e divenuto in breve un motivo per calunniare il pontefice tra l’ambente di corte. Dapprima oscurata, poi strappata dalle pareti, ed infine dispersa in più frammenti, l’opera è stata ricomposta e copiata dal pittore Pietro Fachetti nel 1612.

La mostra ai Musei Capitolini intende offrire un’analisi del lavoro eseguito, ricostruendo la genesi ed i significati iconografici e teologici legati in modo particolare al ritratto di Giulia Farnese, materie già oggetto di ricerca e d’indagini scientifiche nei secoli passati. La mano del Pintoricchio si scorge nelle sembianze della Vergine che sembrano riproporre il prototipo del volto di un simile soggetto: un viso allungato, dai tratti delicati e dal forte potenziale espressivo, per uno sguardo concentrato e compassionevole rivolto alla scena dell’investitura divina del nuovo Papa.

Il percorso espositivo conduce al quadro più allargato del Rinascimento italiano a Roma, nel segno di quella floridezza culturale che accompagnò la consolidata autorità politica e religiosa della Chiesa. Il progetto presenta 33 opere del periodo di fine XV secolo, come i ritratti della famiglia Borgia ed ulteriori dipinti di Bernardino di Betto, quali la Crocifissione della Galleria Borghese, le Madonne della Pace di San Severino Marche e delle Febbri di Valencia. L’itinerario si arricchisce di sette antiche sculture di età romana provenienti dalle raccolte capitoline, accostate ai dipinti dell’Appartamento Borgia quali testimonianza dei richiami di Pinturicchio verso l’antico, in linea con il suo operato d’incentivo verso la rinascita artistica e culturale di Roma.

La mostra è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con il patrocinio della Commissione Permanente per la Tutela dei Monumenti Storici ed Artistici della Santa Sede, a cura di Cristina Acidini, Francesco Buranelli, Claudia La Malfa e Claudio Strinati. Per tutte le info sull’evento: http://www.museicapitolini.org/.

Clara Agostini

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