AMMINISTRATIVE DI GIUGNO: LE PAGELLE POLITICHE


Ad urne chiuse, e a spoglio ormai avvenuto, tra vincitori e vinti, tra scelte sbagliate e vere sorprese, in attesa dei ballottaggi che tutto metteranno di nuovo in discussione, è divertente stilare una pagella di questa tornata elettorale, per dare un quadro più chiaro su ciò che è accaduto domenica nel segreto dell’urna.

CENTRODESTRA, 9. Uniti si vince, separati si perde. Insieme portano a casa 14 ballottaggi, in regioni impensabili, come la Liguria, l’Emilia Romagna e la Toscana, più 3 ballottaggi in realtà, Verona, Padova e Lecce, dove la situazione politica era già favorevole. Mission Impossible.

LEOLUCA ORLANDO, 9. Vince per la quinta volta, l’elezione amministrativa palermitana, nonostante gli attacchi continui dei giovani grillini, e nonostante gli affanni del PD che lo sostiene. Ci mette la faccia e l’entusiasmo, sceglie di non sposarsi con nessun simbolo di partito e vince la sua personalissima battaglia. Resistente.

OTTAVIANI, BORGNA, 9. Frosinone e Cuneo li hanno visti già amministrare per 5 anni. Il primo per il centrodestra, il secondo per il centrosinistra. Sul campo si sono meritati la riconferma dei loro cittadini, già al primo turno. Premiati.

MARCO BUCCI, 8. Andare al ballottaggio a Genova, città notoriamente a sinistra, lui che guida le truppe del centrodestra, poteva sembrare utopia; e con il suo quasi 40% può dall’alto sfidare il suo rivale, Crivello, del centrosinistra, fermo al quasi 35%, con buone possibilità di amministrare Genova. Sognatore.

PERACCHINI, BARBIERI, RASERO, CICCHETTI, LUTZU, 8. La Spezia, Piacenza, Asti, Rieti, Oristano erano città amministrate dal centrosinistra; andare al ballottaggio non come outsider, ma con il vento in poppa dei pronostici è tanta roba. Capitani Coraggiosi.

LANDRISCINA, ALLEVI, GIANFRANCO CUTTICA DI REVIGLIASCO, 8. Como, Monza e Alessandria, erano in mano al centrosinistra. Loro sono riusciti quasi ad azzerare i distacchi dai loro avversari e sognano di festeggiare la vittoria al prossimo ballottaggio. Valorosi.

MASSIMO BITONCI, 7. Era stato già eletto sindaco di Padova, ma la sua esperienza è durata poco, disarcionato dalla sua stessa maggioranza. Con un repulisti generale e dettando ferree condizioni, ha di nuovo schierato il centrodestra compatto al suo fianco, ed ora si prepara al ballottaggio come una formalità. Terminator.

FEDERICO SBOARINA, 7. A Verona il dopo Tosi era un grosso punto interrogativo. L’ex leghista non poteva ricandidarsi, dopo i due mandati, ma a Verona aveva comunque un seguito elettorale fortissimo. Il centrodestra candida Sboarina, che fa del suo meglio, e si ritroverà al ballottaggio contro Patrizia Bisinella, compagna di Tosi e candidata per il suo movimento. Eroico.

FEDERICO PIZZAROTTI, 7. A Parma si è presentato solo contro tutti, senza simboli e senza sostegni politici, e nonostante tutto, il suo lavoro amministrativo è stato premiato dai cittadini, che lo hanno spedito al ballottaggio. Speranzoso.

ABRAMO, GILIBERTI, BALDASSARI, 6,5. Catanzaro era già amministrata da Abramo, che aveva vinto con poco più del 50%, ed ora si ritrova ad affrontare il ballottaggio con qualche preoccupazione in più. Lecce, invece, era già amministrata dal centrodestra, Giliberti è riuscito a contenere la frattura in seno a Forza Italia, con la fuga dei fittiani e si appresta ad incassare la vittoria al ballottaggio. Taranto invece era in mano al centrosinistra, Baldassarri, con una lista senza simboli, ma legata al centrodestra, ha saputo destreggiarsi in una selva di candidati, per lo più ambientalisti, e guarda con fiducia al ballottaggio. Fiduciosi.

MARIA RITA ROSSA, 6. Sulla fiducia. Era il sindaco meno amato d’Italia, complice il dissesto finanziario del Comune di Alessandria ed una politica amministrativa da lacrime e sangue. Raggiungere il ballottaggio è stato già un piccolo premio alla sua azione politica. Tenace.

PARTITO DEMOCRATICO, 5. Avere 14 amministrazioni in comuni notoriamente di sinistra e ritrovarsi poi, al ballottaggio con il centrodestra, non raggiungere il ballottaggio a Verona, perdendo la partita contro la compagna di Tosi, può essere considerato un mezzo fallimento. L’unica vittoria è a Palermo, con Orlando, che non ha voluto però, il simbolo del partito. Rimandati.

MOVIMENTO 5 STELLE, 4. Zero ballottaggi a cui partecipare. Fallimento totale in Sicilia e a Genova, eclissati a Parma contro il loro ex enfant prodige. In questa tornata hanno poco da festeggiare e molto da riflettere. Disastrosi.

Raffaele Zoppo

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