Pontedera risplende dei tesori di Goya e Reni


Francisco Goya e Guido Reni, artisti eccelsi nel duplice campo della pittura e dell’incisione nell’Europa dei secoli passati, sono gli autori di alcuni autoritratti che Pontedera accoglie per l’estate 2017 presso gli spazi del Palp. Le sale del Palazzo Pretorio ospitano dal 15 giugno al 10 agosto la mostra Goya e Guido Reni. Tesori d’arte al Palp, curata da Pierluigi Carofano e promossa dalla Fondazione per la Cultura Pontedera e dal Comune di Pontedera.

Di Francisco Goya (1746-1828), artista spagnolo le cui iniziali aspirazioni illumiste-razionali del cosiddetto ‘Secolo dei lumi’ sono superate da un forte slancio romantico, la mostra propone due autoritratti eseguiti a distanza di circa dieci anni. Il primo, Autoritratto giovanile, risale al 1771, all’epoca della permanenza in Italia del maestro spagnolo. L’opera presenta l’immagine di un giovane venticinquenne imberbe, che indossa una giacca da viaggio, a dimostrazione dell’arrivo nella penisola avvenuto a proprie spese, dopo la duplice bocciatura nei Concorsi dell’Accademia di Madrid. La naturalezza e la vivacità della figura appaiono lontani dai motivi della ritrattistica encomiastica tendente all’enfasi dei modi e delle pose dei soggetti. La tela esposta, precedentemente allestita presso il City Art Museum di St. Louis, ha subìto alcune ridipinture per mano del restauratore Marcellino de Unceta durante l’Ottocento, fino a rimanere oscurata a lungo prima di riacquisire il proprio valore in termini di qualità pittorica.

Oggetto di recupero e valorizzazione risulta anche il secondo Autoritratto (1782) di Goya presentato al Palp, riscoperto di recente in una collezione privata, ripulito e ridipinto. La firma in rosso dell’autore compare nell’angolo a sinistra in basso, segno di autenticità e marchio di attribuzione. Il pittore aragonese vi appare ritratto con il busto di profilo, il volto frontale verso lo spettatore, ed i tratti somatici in risalto, rivelando una profondità di sguardo esemplare. La maestria spicca altresì in materia di impasto pittorico, il cui spessore raggiunto denota l’accuratezza di lavorazione inseguita. L’autoritratto in mostra richiama altre due opere di Goya dalla stessa impostazione: l’Autoritratto custodito dal Museo di Agen, e l’Autoritratto presente nella pala della chiesa di San Francisco el Grande a Madrid.

Accanto a Goya, la mostra dà spazio a Reni (1575-1642) con I’opera Susanna e i vecchioni, tela non finita rimasta allo stato di bozza. In questa si intravede la ricerca di una pittura all’insegna della smaterializzazione, tratto distintivo dell’ultima fase della carriera dell’artista bolognese, ma non solo. La datazione del dipinto risale ai primi anni Venti del Seicento, caratterizzati da un andamento più libero della pennellata e dalla compresenza di pieni e vuoti, oltre ad una crescente importanza del colore. Il lavoro esposto a Pontedera non figura in elenco tra le opere non concluse, aprendo all’ipotesi che non possa considerarsi tale. Per maggiori informazioni sulla mostra: http://www.pontederaperlacultura.it/.

Clara Agostini

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