MATTEO RENZI, IL SUO POST SULL’IMMIGRAZIONE, E LO SCARSO CORAGGIO DELLE IDEE


“Noi non abbiamo il dovere morale di accoglierli, ripetiamocelo. Ma abbiamo il dovere morale di aiutarli. E di aiutarli davvero a casa loro”.

Si parla di immigrati e questo post è apparso qualche giorno fa su Facebook a firma di Matteo…ma non il leghista Salvini, bensì il democratico Renzi!

Un post, questo, che estrapola alcuni concetti presenti nel prossimo libro in uscita a breve, firmato da Matteo Renzi, “Avanti”, e pubblicato sulla pagina ufficiale Facebook del PD.

Un post che immediatamente ha suscitato qualche perplessità, molte polemiche ed è stato subito cancellato, anche se è rimbalzato via web da un punto all’altro, e da molti ripreso con toni preoccupanti, da altri, invece, con una certa ironia.

Partiamo dal concetto espresso, perché il buon Renzi quella mattina ha pubblicato diversi estratti del suo nuovo libro in uscita, tutti inerenti il tema immigrazione.

Il suo è un ragionamento che parte dalla realtà dei fatti, in cui l’immigrazione così come sta accadendo in questi tempi è un fenomeno ormai ingestibile, e che sarà uno tra i massimi problemi da affrontare politicamente, tant’è che lo stesso Renzi è conscio che “questo problema durerà almeno altri vent’anni. E non abbiamo alternative a una gestione complessiva e complicata”, per cui non si possono promettere “soluzioni in venti giorni”; purtroppo “per il bisogno spasmodico di dare una risposta tempestiva alle agenzie e alle dichiarazioni del momento, è mancata la necessaria profondità politica di una riflessione in questo settore. È giusto e doveroso riconoscerlo”, fa ammenda il Matteo Renzi politico.

Peccato che da capo di governo qual è stato, e da segretario di partito di governo, qual è stato ed è tuttora, idee chiare non ne ha tirate fuori nessuna, né dibattiti seri ed argomentati. È stato un continuo schiamazzo di urla ed epiteti, di dare del razzista a chi esprime un disagio verso l’immigrazione così come sta maturando, portando così, solo confusione e nessuna idea costruttiva.

Lo stesso Matteo Renzi nel suo discorso al popolo piddino, afferma un altro concetto molto interessante: “Il punto però è che dobbiamo avere uno sguardo d’insieme uscendo dalla logica buonista e terzomondista per cui noi abbiamo il dovere di accogliere tutti quelli che stanno peggio di noi”. Un sonoro schiaffo a tutta la sinistra radical chic, dura e pura, terzomondista ed arcobaleno, che sempre più si sta smarcando dalla politica del PD.

D’altra parte questi predicano le braccia aperte, in una fraterna accoglienza, mentre Renzi oggi, finalmente, fa notare ai suoi che tale tipologia di accoglienza è sia impossibile da perseguire, sia dannosa, per gli immigrati, perché non trovano le opportunità che meriterebbero, sia per gli stessi italiani, che devono fronteggiare un’emergenza senza avere né gli utili strumenti né il supporto necessario.

Renzi lo dice chiaramente: “Se qualcuno rischia di affogare in mare, è ovvio che noi abbiamo il dovere di salvarlo”, ma “non possiamo accoglierli tutti noi”; quindi lotta dura al racket “che gestisce il flusso dei disperati che si accalcano su un gommone nelle notti libiche”, ma anche voglia di rivedere i famosissimi Trattati di Dublino.

Peccato che Emma Bonino abbia rivelato, qualche giorno prima, in un’intervista, che Renzi firmò un accordo, rimasto segreto, affinché “l’Italia sia l’unico porto dove far approdare le barche dei migranti”; una piena disponibilità in cambio di una maggiore elasticità dell’Europa sui nostri conti.

Questo Matteo Renzi non lo ricorda, né se ne scusa, né ammette errori di valutazione.

Per un mero calcolo opportunistico ha barattato i nostri porti con i parametri fiscali europei, ed ora che i nostri porti non riescono più a reggere il peso dell’onda clandestina, ora che la situazione sta diventando esasperante per il popolo italico, ora invoca l’aiuto e le responsabilità del resto dell’Europa che naturalmente si sente esonerata dal prendersi carico del problema stesso.

Ma continuando a spulciare un tantino le carte, domandiamoci chi ha gestito gli immigrati racchiusi nei centri d’accoglienza? Di norma cooperative, e in molti casi, lucrandoci pure su un bel po’, viste le tante inchieste giudiziarie. Quindi se a pensar male si fa peccato, ma qualche volta non si sbaglia, dovremmo notare un certo tornaconto personale in seno alla sinistra: cooperative che lavorano sono possibili voti in dono; quindi più immigrati, più cooperative, più lavoro, più voti. Può essere semplicistico, detto così, ma Renzi dimostra che la sua politica non è fatta di idee, nobili o meno che siano, ma di opportunità da cogliere. Lo ha dimostrato con il baratto/accordo segreto con l’Europa, lo sta facendo ora cambiando completamente posizione, e spostandosi verso ragionamenti più cari al centrodestra e alla stessa Lega, come quel “aiutiamoli a casa loro”, più volte detto dal Matteo leghista, e più volte tacciato di razzismo.

Tant’è che lo stesso post, appena pubblicato è stato immediatamente cancellato, alle prime avvisaglie polemiche.

Perché cancellare il proprio pensiero espresso? Perché forse non è mai stato condiviso dal suo popolo di partito, attraverso un dibattito, tant’è che in tanti in seno al PD hanno posto seri distinguo; e se è, invece, il nuovo pensiero renziano, una posizione del tutto personale, perché lo posta sulla pagina ufficiale del PD, lui che è pure il segretario di partito, facendola divenire un’idea del partito stesso?

L’immigrazione clandestina così come sta accadendo ora non è più tollerabile, né gestibile; non è razzismo ma logica nel rispetto delle dignità di tutti, di chi accoglie e di chi deve essere accolto; è un problema che deve essere affrontato seriamente in seno all’Europa, senza accordi/baratto e senza egoismi. Una distribuzione più omogenea tra tutti gli Stati membri eviterebbe di portare al collasso i nostri centri d’accoglienza; accordi più stringenti con la Libia, ma non solo, sarebbero benefici per sradicare il racket dei viaggi della speranza, non solo, però, mettendo soldi sul tavolo, ma anche dei progetti chiari e vincolanti; e poi, è verissimo il concetto dell’aiuto a casa loro, perché non possiamo minimamente credere che l’Europa intera possa accogliere tutta l’Africa dei disperati; l’Africa e anche tutti i Paesi che vivono conflitti civili, tutti i Paesi che vivono forti depressioni economiche. Non è possibile accogliere a braccia aperte tutti, senza calpestare poi, la loro dignità, offrendogli un centro d’accoglienza come luogo ove ammassarsi in attesa di giudizio, offrendo loro né una possibilità di vita, né una d’integrazione, né una speranza. Meglio aiutarli a casa loro, ma non a parole, né regalando senza controlli, soldi a Stati e associazioni che fino ad ora ne hanno beneficiato senza nulla produrre. I denari devono seguire progetti concreti e vincolanti, e forse, fra vent’anni l’emergenza attuale sarà solo un brutto ricordo. Ma nel frattempo bisogna essere concreti e savi. E postare un pensiero per capire l’umore del proprio popolo, e cancellarlo alle mie avvisaglie negative, non è saggezza, ma piuttosto ipocrisia in cerca di consensi, e di questa politica politicante forse tutti noi ne abbiamo veramente le scatole piene.

 

Raffaele Zoppo

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