LOGICHE DI MERCATO? LIBERA CONCORRENZA? NELLA VICENDA FINCANTIERI, E NELLO SCONTRO CON LA FRANCIA, NON C’ENTRANO NULLA


La vicenda Fincantieri – Stx, non è un semplice discorso di strategie industriali, o meramente finanziarie. Esso mette in luce piuttosto, un discorso politico e diplomatico, tra due Stati, Italia e Francia, un gioco di forze e di credibilità, di autorevolezza e di prestigio, tra due Paesi che mirano ai medesimi obiettivi strategici.

Il contendere tra i due Stati, è rappresentato dai cantieri di Saint-Nazaire, lungo la foce della Loira; parliamo di un porticciolo di circa mille abitanti, i cui cantieri, improvvisamente, sono diventati il pomo della discordia tra Francia e Italia, sfiorando una crisi diplomatica.

Questi cantieri erano sotto il controllo di una società coreana, Stx, che è fallita, anche a causa della pregressa crisi della crocieristica.

Fincantieri ha presentato, lo scorso anno, presso il tribunale fallimentare di Seul, una proposta di acquisizione del 66,66% del capitale di Stx France, che fu giudicata la migliore presente sul tavolo. Lo Stato francese restò fermo, invece, con una proposta di acquisizione pari al 33,3.

Iniziano così, le trattative diplomatiche tra i vertici di Fincantieri ed il governo di Hollande, per giungere con fatica ad un accordo: Fincantieri avrà una quota di Stx pari al 54,7%, mentre il restante rimane in mano francese, detenuto direttamente dallo Stato, e da una sua controllata.

Accordo firmato, accordo stipulato, ma accordo che viene messo, poi, nuovamente in discussione.

Perché in Francia, con le elezioni politiche, cambia il Presidente e, di conseguenza, le strategie; Macron vuole rivedere gli accordi firmati con Fincantieri, al fine di “garantire la tutela dei posti di lavoro, ma anche la sovranità della compagnia”.

Macron ritiene questi cantieri così strategici dal volere la maggioranza delle quote aziendali, a scapito di Fincantieri, stracciando accordi già fatti, e tutto ciò ha indispettito il governo italiano.

Ma perché tutto questo interesse per i cantieri francesi di Saint-Nazaire?

Perché questi cantieri posseggono una peculiarità unica: con i loro tre bacini a disposizione, hanno la possibilità di realizzare grandi unità navali; possibilità che non ha l’italiana Fincantieri.

Questi cantieri offrono,infatti, la possibilità di realizzare unità da 200mila tonnellate, ad esempio, mentre Fincantieri si limita solo a costruire unità da 150mila tonnellate.

Le prime sono quelle più richieste dalle grandi compagnie crocieristiche, quelle che offrono maggiori guadagni ed hanno, in questo momento, un grande mercato. La Stx ha questo straordinario vantaggio strutturale, che Fincantieri non ha, per poter costruire dei giganti del mare, e la sua acquisizione, consentirebbe alla società italiana, così di coprire il 60% del mercato delle costruzioni di navi da crociera.

Anche alla Francia di Macron però, dispiacerebbe perdere queste strutture navali, e per questo ha bloccato le trattative in essere, rimettendo tutto in discussione.

Per la Francia questi cantieri rappresentano un asset strategico, per cui l’unico accordo che possono accettare è una divisione al 50% con l’italiana Fincantieri, accordo che il governo italiano ha rispedito al mittente.

Già, perché Fincantieri appartiene, per il 70%, alla Cassa Depositi e Prestiti, ossia è dello Stato, e così la questione, dal piano puramente industriale, si è spostata sul piano politico e

diplomatico, creando forti frizioni tra i due governi, a maggior ragione perché, la Francia vorrebbe inserire in questo accordo pure un allargamento della partnership al campo militare, oltre che a quello civilistico delle crociere. Un progetto che vale almeno 40 miliardi di gare in arrivo in giro per il mondo.

La Francia di Macron sta perseguendo i propri interessi, cercando di ottenere il massimo da questo accordo; l’Italia sarà capace di difendere i propri interessi, o accetterà un accordo al ribasso? Questo lo vedremo a settembre, quando Gentiloni e Macron s’incontreranno, e tra i tanti temi posti sul tavolo, affronteranno anche la questione Fincantieri-Stx.

Quello che in questa discussione, purtroppo, poco c’entra, ma sul quale, invece, si sta incardinando un pessimo dibattito polemico, è il discorso sul libero mercato e sulla libera concorrenza.

In troppi, polemicamente, gracchiano sull’arroganza francese, che gioca sporco sul mercato, entrandoci a gamba tesa. Questi dimenticano, o fanno finta di dimenticare che Fincantieri è una società dello Stato, come lo sono i cantieri navali di Saint-Nazaire, e che Fincantieri ha acquisito la società Stx, ma senza questi preziosi cantieri, questo acquisto può essere tranquillamente stracciato, perché inutile. Tutta la vicenda è, quindi, trasferita esclusivamente su piani diplomatici, e l’esito di questa vicenda farà meglio comprendere i rapporti di forza tra i due Paesi, e se l’Italia, finalmente sarà capace di varare un piano industriale strategico credibile, oppure no.

È vero, che la Francia in questi ultimi anni, diciamo, ha fatto spesa in Italia, acquisendo molte nostre società prestigiose, e che molti hanno visto in tutto ciò una sorta di ratto industriale, ma questo non riguarda, appunto, Fincantieri, che non è privata, ma società pubblica.

Fincantieri non è Parmalat, acquisita da Lactalis, non è Fendi o Gucci, acquisite da Lvmh, non è BNL, acquisita da Paribas. Tutte queste sono società private, che nelle dinamiche di un mercato libero sono state messe in vendita ed hanno trovato un acquirente.

Gli errori possono essere stati strutturali, errori di strategie sbagliate, perché la nostra politica non è riuscita a garantire a questi marchi così prestigiosi di restare nelle proprietà italiane, mancando le tanto richieste riforme del sistema burocratico, o quelle economiche e finanziarie, con l’abbassamento del prelievo fiscale, ad esempio. Le nostre società private non sono riuscire a restare in piedi in un mercato globalizzato, ed hanno preferito vendere al miglior offerente, nelle logiche di un mercato libero e concorrenziale.

Fincantieri è tutt’altra cosa, e su questa vicenda si gioca tutto il peso ed il prestigio del nostro governo. A settembre, dopo l’incontro Macron-Gentiloni, ne sapremo certamente di più.

Raffaele Zoppo

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