QUINTO ATTACCO TERRORISTICO A LONDRA, MA SEMBRA CHE QUESTO TERRORISMO NON TERRORIZZA PIÙ NESSUNO


Londra ripiomba nel terrore. Ieri mattina, l’ennesimo ordigno scoppia in un vagone della linea metropolitana District, che attraversa Londra, costeggiando Westminster e il Tamigi, affollatissima, visto l’orario di punta. Il caso ha voluto che l’ordigno rudimentale, racchiuso all’interno di un barattolo di vernice, mimetizzato dentro una borsa frigo, di quelle che si utilizzano normalmente al supermercato per conservare i surgelati acquistati, non ha provocato morti, ma solamente una trentina di feriti, qualcuno con bruciature dovute alla fiammata dello scoppio, molti altri feriti dalla calca creatasi, per il panico, ma nessuno, comunque, in pericolo di vita.

Che sia terrorismo, cautamente, è divenuta una certezza, nella giornata di ieri, con il passare delle ore, quando sempre più appariva evidente la medesima mano che aveva azionato l’ordigno, fino alla rivendicazione dello Stato Islamico, giunta nella serata di ieri.

Le indagini serrate, stanno, invece, visionando i filmati delle tante telecamere presenti nella stazione londinese, per individuare il criminale terrorista che ha lasciato l’ordigno nel vagone della metro.

Ciò che, invece, sembra apparire alquanto inquietante è come la notizia sia stata vissuta dalla nostra stessa società. Preoccupazione, tanta, ma nessun allarmismo, nessuna ansia o paura; la notizia viaggiava veloce nell’etere, ma veniva recepita come l’ennesima notizia tragica, quella che ti crea un po’ d’ansia, ma non ti tocca poi, più di tanto. È come se ci fossimo assuefatti al terrorismo, come se, notizie tragiche come quella di Londra, oramai facciano parte della nostra quotidianità.

È vero che questo è il quinto attacco terroristico, che Londra subisce in questo maledetto 2017, è vero che l’ordigno, abbastanza rudimentale, per una serie di circostanze fortuite, non ha prodotto una carneficina, ed è vero, anche, che la natura, fai da te, stessa della bomba terroristica può far pensare piuttosto ad un cane sciolto, ad un lupo solitario, che ad una rete vera e propria, ma è certo che la notizia non ha creato il solito clamore, urbi et orbi.

Oramai siamo giunti alla somministrazione quasi omeopatica, del terrorismo, dato in piccole dosi quotidiane, per abituarci ad un certo livello di terrore, per vivere nella perenne ansia, che prima o poi, la tragedia sia dietro l’angolo, in un aeroporto, mentre aspetti il tuo volo, in metropolitana, mentre stai andando in ufficio, in una qualunque via o piazza, mentre passeggi tranquillamente, o ad un concerto, ogni luogo quotidiano, ogni occasione può essere quella fatale, perché si mostri il volto inquietante del terrorismo.

E abituarsi a questa abitudine è la situazione peggiore, perché rischia di far divenire questo terrorismo un evento quotidiano, una cosa che può capitare comunque, così, tanto vale non pensarci proprio, e accettarlo, quando capiterà; e un terrorismo che non terrorizza può significare solo due cose: o la fine stessa del terrorismo, oppure, l’aumentare il grado di terrorismo, con eventi ancora più devastanti, per riprendere la sua centralità nell’incutere paura e orrore, ed è questa la situazione peggiore, quella che dovremmo scongiurare.

 

Raffaele Zoppo

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