LE PRIMARIE WEB DEL M5S. È L’UNICA, VERA, FORMA DI DEMOCRAZIA, QUESTA?


Erano in 8 a candidarsi; c’era il grande favorito, l’unico, e c’erano gli altri, a far da contorno e a rendere il voto, un tantino più interessante.

Di cosa stiamo parlando? Delle votazioni, on-line, degli iscritti al Movimento 5 Stelle, per decidere chi sarà il futuro premier, nelle venture elezioni nazionali.

Ora che il bravo Luigi di Maio, sempre in giacca e cravatta, sempre moderato nei toni, si sia ricucito in questi anni il ruolo di futuro premier, è più che evidente.

Come è evidente che, i suoi continui scivoloni, tra congiuntivi saltati, storia e geografia dimenticata, e qualche mail di troppo, che poteva non essere, magari, inviata, lo hanno anche, più volte posto al centro di forti critiche.

Nel Movimento 5 Stelle, oltre alla sua figura, altre ne sono spuntate fuori, in questo tempo, occupando un certo peso di consensi; da Di Battista, scaciato, con l’aria da guerrigliero ribelle, a Roberto Fico, attuale Presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai, uomo duro e puro, spesso in conflitto con le direttive del Grillo nazionale, o alla stessa Lombardi, che dopo essersi, a lungo, impicciata delle questioni capitoline, ha deciso di correre per la Regione Lazio, togliendosi così, dalla competizione nazionale.

Però, tutte queste figure, ad una ad una, si sono tirate indietro, preferendo non correre in questa consultazione popolare grillina. Perché? Probabilmente, sapendo tutti che di Maio è il candidato ideale, quello promosso pure da Grillo e Casaleggio, entrare in competizione con lui, andare alla conta dei voti, significava creare un conflitto interno, una lacerazione nel movimento, o più semplicemente, rischiare di uscirne acciaccati e ridimensionati.

Per cui, se si sfilano loro, con chi se la dovrà vedere di Maio? Una competizione senza competitors non è molto democratica, per cui, sette sconosciuti del movimento si propongono (o vengono fatti proporre??), per giocare alle consultazioni via web grilline.

Ora, che il vincitore è già evidente e chiaro, anche se verrà nominato ufficialmente stasera, durante la kermesse di Rimini, è un dato di fatto; magari sarà interessante sapere la sua percentuale di voto (70%? 80%? Chissà…), così per dare un tocco in più alle polemiche.

Quello che uno dovrebbe piuttosto riflettere è il gioco della democrazia a cui stiamo partecipando, più o meno, tutti noi.

Da una parte c’è il democratico PD, dove l’elettore (iscritto al partito? No!) si reca al gazebo, paga 2€ (contributo per la votazione) e sceglie il suo candidato, il suo premier, etc.

Una democrazia in cui idee, programmi, e progetti non esistono proprio più. Ah, i bei vecchi congressi partitici, dove almeno qualcosa succedeva. Qui l’elettore viene chiamato solo per scegliere tra tizio, famoso e conosciuto, ed un Caio, uscito quasi dal nulla, e devi pure pagare!

Dall’altra parte c’è il M5S che si lava la bocca di democrazia diretta, democrazia del popolo, e poi, si inventano queste consultazioni on-line, tra iscritti, che devono scegliere tra un candidato famoso, e altri sconosciuti; consultazioni dove, con un centinaio di click rischi di finire candidato a Sindaco di un comune di migliaia di abitanti; dove è ad alto rischio di trucchi ed inganni, che può essere hackerato, ed è successo, e soprattutto, dove attraverso il tuo indirizzo IP, o il tuo codice IMEI, vieni schedato, e controllato (strano, ma vero!).

Terzum? È.. datur…almeno nel caso della politica: il vecchio sistema in cui il capo decide, dispone e nomina, ed il popolo acclamante obbedisce. È quello che succede nei cosiddetti altri partiti, ma almeno, una parvenza di discussione viene tirata fuori, e, soprattutto non si prende in giro l’elettore con la parola democrazia, usata ed abusata: qui decide il capo, ed il capo è quello che muove soldi e voti, punto!

E, allora, dov’è la democrazia? Certamente non in questi partiti, né in questi sistemi; vogliamo scimmiottare l’America e le sue primarie? Allora stabiliamo regole chiare, valide per tutti, e le si facciano. Altrimenti, ognuno faccia ciò che meglio desidera, starnazzi, urli e mostri la sua bella ruota da pavone. Resta il fatto che il popolo, quello vero, quello che non vive dietro un PC, o si sbraccia per regalare 2€ al proprio partito, alle vere tornate elettorali, di fronte al niente proposto, preferisce disertare. E, su questo, tutti, magari dovrebbero riflettere.

 

Raffaele Zoppo

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