Archivi categoria: Arte e culture

UN’ARENA D’ARGENTO

 

La polemica continua. Il web come una grande arena: voci concitate prendono posizione, soddisfacendo un bisogno impellente forcaiolo. Oramai il focus della discussione si è spostato dal fatto criminoso da cui origina, alla ricerca affannosa di tutto il torbido per affondare le radici del dileggio, per rafforzare il pregiudizio nel giudizio. Continua a leggere

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UN CANTORE DEL COSTUME CIOCIARO

G.Induno: Roma 1863, le bandiere ciociare, Londra, Museo V.& A.

I cultori sanno bene che nella pittura europea tra fine 1700 e tutto l’ottocento i soggetti più diffusi e più appetiti erano quelli di Napoli e di Venezia, una produzione immensa ma sempre uguale, sempre le solite sette/otto vedute; l’altro soggetto più amato e più dipinto dalla gran parte degli artisti europei fu la iconografia del personaggio in costume ciociaro: in quasi tutti i musei e gallerie del pianeta si può esser certi di vedere appeso alle pareti almeno un dipinto che illustra questo soggetto, mai uno uguale all’altro. Continua a leggere

CENTENARIO DI RODIN E I SUOI MODELLI

Anche quest’anno si è presentata la buona occasione per richiamare alla memoria e magari costituirne fonte di ammaestramento o di apprendimento, certi fatti storici di notevole significato: cinquecento anni fa, il 31 di ottobre, la pubblicazione delle famose ‘tesi’ di Martin Lutero in Germania, cento anni dallo sconvolgimento unico nella storia umana della Rivoluzione Russa entro questo mese, cento anni dalla pubblicazione della prima parte del Capitale di Karl Marx a settembre scorso, cento anni dalla nascita dell’eccezionale regista di ‘Riso amaro’ e di ‘Non c’è pace tra gli ulivi’ Gius. De Santis da Fondi, cento anni anche da Ernesto Biondi e da Alberto Morrocco, anniversari anche di Charles Forte, di Ettore Marchiafava, di Evan Gorga, di Maria Antonietta Macciocchi, di Tina Lattanzi…. Continua a leggere

CHAGALL E I CIOCIARI, VIOLINO E PIFFERO

Un violinista di Chagall

Inaudito quanto grande e profonda sia l’opera di Marc Chagall pur dando apparentemente solo godimento e piacere e gioia: fondamento della sua poetica è la ‘giudeità’: sradicamento perpetuo, fuga e esilio permanenti, vincolo indissolubile con la propria stirpe e con la propria religione, continua precarietà e bisogno, persecuzioni e odio e oppressione sempre ribollenti e possibili da parte di tutti: nati ormai alla libertà e alla autonomia e alle vie del mondo anche quando nella sofferenza e indigenza e ghettizzazione, inclini e quasi obbligati a coltivare in gran parte l’arte quale espediente e mezzo di sopravvivenza: non solo scrivere e dipingere e scolpire e commerciare e comporre ma allo stesso modo esibirsi per le strade del mondo, cantare, ballare, mimare….con strumenti leggeri, facili al trasporto: il violino, quella specie di corno detto shofar, la trombetta, la lira… ma lo strumento principe dal suono gradito universalmente, il violino: dalle sue quattro corde gli artisti girovaghi traevano -e traggono- note strazianti e sconvolgenti ma anche allegre e piacevoli: il mitico ebreo errante era ed è l’uomo del violino. Continua a leggere

La festa dei Gigli a Barra, una tradizione che merita d’essere condivisa

L’ultimo fine settimana di Settembre, tra le tante feste di fine estate, a Barra, quartiere della periferia est di Napoli, si celebra la festa dei Gigli. I Gigli, nulla hanno a che fare col fiore, bensì questi obelischi di legno lavorato, contemplano i riti pagani di fine raccolto, gli alti falò che si erigevano verso il cielo, luce e purificazione, a gratitudine e fecondità del terreno dopo le messi. Continua a leggere